SALVATORE DIOMANTE ALLA BIZZARRINI SpA

Il 16 giugno 1956, con il treno, il 15enne Salvatore Diomante giunge a Torino proveniente dalla Sicilia. Il suo bagaglio consiste in una piccola valigia di cartone riempita di vestiti e un biglietto su cui è scritto l'indirizzo di un parente che lo ospita. Durante i primi mesi dopo il suo arrivo, il ragazzo lavora qua e là ma poi, nel 1957, viene assunto dalla Amandonico, un'azienda specializzata nella rifinitura di piccole serie di vetture. Salvatore si fa le ossa sulle prime Abarth 500 con tetto fisso, le Alfa Romeo 1900 Ministeriale, le Fiat 1400 allungate e le Triumph Italia 2000. I clienti sono carrozzieri torinesi tra i quali spiccano Allemano, Lombardi e Vignale. Nel 1963 si trasferisce alla Carel dove assume il compito di capo officina. Anche in quest'azienda, la rifinitura delle vetture è l'attività principale per clienti come Scioneri, Giannini, Intermeccanica, Zagato, Vignale. Le carrozzerie appena montate arrivano nello stabilimento dove le maestranze della Carel procedono alla rifinitura delle porte e del cofano, la verniciatura delle vetture, il cablaggio elettrico, l'allestimento degli interni, il montaggio del cruscotto, i finestrini, il parabrezza e le luci.

Nello stesso anno dalla collaborazione con Carel-Sargiotto, ex Carrozzeria Monterosa, viene realizzato il primo prototipo Lamborghini.

Ad aprile 1964, Diomante, diventato un esperto nel campo, fonda la Carbondio insieme all'amico Bonifaci (CARrozzeria BONifaci DIOmante), che svolge la stessa attività della Carel per clienti simili, Scioneri, Lombradi, Intermeccanica e Giannini.

Durante gli anni di attività della Carbondio, Diomante realizza diverse automobili tra le quali ci sono la Titania di Scaglione, i 2 prototipi della SIVA Sirio, una Intermeccanica Break e una Intermeccanica 2+2.

Alla fine del 1964 il cliente Intermeccanica per la parte di lattoneria passa alla Grosso & Veci, già fornitore Vignale; Grosso incaricato da un venditore di Bizzarrini torinese propone a Diomante di apportare alcune migliorie sulla ISO A3C di proprietà di un importante cliente torinese.

Giotto Bizzarrini apprezza il lavoro di Diomante e come banco di prova gli propone di personalizzare la ISO GRIFO A3C destinata al famoso giornalista della RAI, Gino Baglìo, apprezzandone il risultato.

 

1965-1968 fabbrica Bizzarrini, 1968-1970 Autofficina Salvatore Diomante

 

Nel 1965, la Sports Cars di Modena smette di fornire le carrozzerie delle Bizzarrini e viene incaricata la BBM.

Giotto, nonostante possieda un buon portafoglio ordini, incontra grosse difficoltà con il nuovo fornitore che non riesce a consegnare la quantità necessaria di carrozzerie rifinite. In seguito, Giotto, venuto a conoscenza delle modifiche eseguite dalla Carbondio alle 2 Bizzarrini, si rivolge a Salvatore e gli chiede di sostituire la BBM quale fornitore. Diomante accetta e all'inizio del 1966, si reca a Modena per recuperare tutta l'attrezzatura e inizia a verniciare e rifinire le carrozzerie Bizzarrini a Torino. Le carrozzerie grezze in alluminio vengono costruite dalla Grosso & Veci.

Nel 1965, su iniziativa di Stile Italia, Sibona & Basano cominiciano a lavorare sulla prima Bizzarrini Targa 5300 GT Strada. La vettura viene esposta incompleta al Salone di Ginevra. Abbandonato il progetto da parte di Sibona & Basano per cessata attività, nel 1966 la Carbondio apporta alcune migliorie alla vettura e la presenta al Salone dell’Auto di Torino, durante il quale viene anche esposta la baby Bizzarrini, 1500 Berlinetta. A tutt’oggi la prima vettura Targa 5300 GT Strada non è mai stata completata per motivi di rigidità del telaio e non si sa se siano stati fatti dei lavori per irrigidire il telaio. Tra il 1966 e 1967 furono costruite 2 vetture ex-novo apportando tutte le modifiche necessarie che non erano state apportate sulla prima vettura.

Per portarla in produzione, Salvatore compie frequenti spostamenti a Livorno, spesso di domenica, con lo scopo di sviluppare la carrozzeria in vetroresina insieme a Labronplastic. Per realizzare volumi produttivi consistenti in una nuova fabbrica, Bizzarrini chiede finanziamenti allo Stato. Tuttavia, nel corso del 1967, Giotto si rende conto che non può contare su questo supporto, ma decide comunque di continuare lo sviluppo della vettura.

All'inizio del 1966, viene completata un'altra macchina, una Barchetta con motore posteriore, il V12 4-litri della Lamborghini, che costituisce l'evoluzione del V12 3,5 litri sviluppato da Giotto. La carrozzeria è in vetroresina. Tuttavia, subito dopo la consegna, la macchina esce di strada in curva e finisce distrutta. In seguito, su richiesta dello stesso cliente, la vettura viene ricostruita usando un nuovo telaio. Dopo, Giotto costruisce il terzo esemplare, questa volta con il propulsore della Corvette. Questa vettura partecipa alle competizioni nelle quali dimostra tutto il suo potenziale. Questa macchina viene chiamata P538, sigla che sta per Posteriore, 5,3 litri, 8 cilindri.

Alla fine del 1966, Bizzarrini incontra grossi problemi finanziari. Nonostante la produzione della 5300 GT Strada raggiunga una certa stabilità, a causa dei progetti ambiziosi i soldi investiti non vedono ancora un ritorno. Giotto trova nuovi finanziatori e per integrarli nella società, viene cambiata la ragione sociale in Bizzarrini S.p.A. con sede in Via della Padula.

 

1967 Carbondio - P538 Le Mans
1967 Carbondio - P538 Le Mans
P538 Duca d'Aosta

Segue la decisione di concentrare le attività a Livorno e perciò Salvatore Diomante, insieme a 4 collaboratori, trasloca e diventa responsabile delle carrozzerie. Per avere sufficiente spazio durante le varie fasi di produzione, Giotto affitta dei capannoni, in uno di quali Salvatore costruisce le linee di rifinitura per le macchine. Dall'altra parte del muro, Labronplastic costruisce le carrozzerie in vetroresina del modello piccolo, denominato 1900 GT Europa, nuova versione che non monta più la meccanica di una Fiat 1500 ma quella di una Opel.
Bizzarrini sembra perdere fiducia nel futuro e consiglia a Mauro Prampolini, suo collaboratore più leale, di lasciare l'azienda. In effetti, la produzione della 1900 GT Europa è in ritardo e per sostituire la 5300 GT Strada, che inizia a sentire le ingiurie del tempo, servirebbe nuovamente una barca di soldi. Inoltre, nel 1967, la P538 non ottiene l'omologazione per l'iscrizione alla "24 Ore di Le Mans" e per questa ragione Giotto decide di ritirarsi dalle corse.

 

Interno officina Via Della Padula 251 Livorno, adibita ad assemblaggio gruppi meccanici con carrozzerie allestite e fornite da Torino. Dal 1968 al 1970 Autofficina SD

1967 Livorno - Salvatore Diomante (al centro) responsabile e organizzatore del reparto carrozzerie


Nel 1967, la Grosso & Veci fallisce e la Subalpina nella provincia di Cuneo viene incaricata per la fornitura delle carrozzerie grezze. Quando, alla fine dello stesso anno, la Iso smette di consegnare i telai, la Subalpina si assume anche la responsabilità della costruzione del telaio completo.
A luglio 1968, la banca informa Bizzarrini che le linee di credito non vengono continuate e perciò i fornitori non vengono pagati. L'azienda è coinvolta in un vorticoso giro di denaro fittizio, un castello di carte destinato a crollare. Giotto tenta ancora di vendere la ditta all'American Motors Corporation, un nuovo cliente che si è appena presentato, ma il tentativo è vano. Nell'ultimo trimestre del 1968, la Bizzarrini S.p.A. chiude e viene nominato un curatore fallimentare.

 

Interno officina Bizzarrini con vista uffici

 

L'amministratore chiede a Salvatore Diomante, che occupa i capannoni in Via della Padula e fonda l'azienda Auto-Officina SD, di completare le vetture in fase di costruzione e ultimare la quarta P538, ordinata dal Duca d'Aosta. Sul telaio della terza P538 che era destinata alle competizioni ed è stata smantellata, Giugiaro costruisce una concept car, chiamata Manta. Per ordine del curatore, il prototipo della 5300 GT 2+2, un quattroposti mai provato su strada, viene venduto.

 

Nichelino - Manta
Salvatore Diomante durante il collaudo della Manta


Salvatore rileva le attrezzature e i componenti sia della 1900 GT Europa che della 5300 GT Strada e inizia a curare la manutenzione delle Bizzarrini.
Nel febbraio 1970, Salvatore lascia Livorno e torna a Torino. Fonda la ditta Autocostruzioni SD di Moncalieri dove opera in collaborazione con la Z2, lo studio di consulenza di Giotto Bizzarrini. Utilizzando la meccanica della Fiat 128, progettano insieme la GT Europa con motore posteriore. La vettura viene proposta alla Fiat ma viene respinta perché troppo simile al progetto in corso, che darà vita alla Lancia Beta Montecarlo.

Entrambi lavorano come consulenti per Scioneri, Coriasco, Lombardi e Iso.

 

1970 - Autocostruzione S.D. Moncalieri - I Signori Diomante in ufficio con un esemplare AMX in fase di finizione e manichino esecutivo AMX in fase di modifiche stilistiche
1970 - Autocostruzione S.D. Moncalieri - AMX
Prototipo AMX

 

Il progetto AMX/3 in collaborazione con l'American Motors Corporation prosegue e il primo prototipo viene completato a Livorno dall'Autofficina SD. Sopravviveranno 9 telai.

Nel 1972, Salvatore costruisce la Sinthesis, la prima vettura nella storia dotata di airbags, progettata dall'Ing. Giacobbi e disegnata da Tom Tjaarda. Nel frattempo, Bizzarrini lavora sull'Iso Varedo disegnata da Ercole Spada, un prototipo con carrozzeria in vetroresina che viene presentato al Salone di Torino del 1972.
Nel 1973, Salvatore Diomante sposta l'attività a Nichelino, concentrandosi sulla manutenzione delle Bizzarrini. Nel 1976 scopre un nuovo mercato costruendo degli esemplari allungati della Fiat 131.

Tra gli anni 1973-1980 Diomante restaura e ricostruisce diverse Bugatti tipo 57, Maserati, Ferrari, Lancia e Alfa Romeo

Negli anni 80 costruisce delle Limousine Cabriolet per la famiglia Reale Saudita e il Sultano del Brunei, Mercedes Gullwing e Roadster, trasforma alcune Jaguar, costruisce una serie di veicoli elettrici compresa la prima Panda elettrica.

Negli anni 80-90 trasforma alcune Lamborghini LM, costruisce una serie di Bugatti EB110, alcuni prototipi per Audi e ricostruisce la Auto Union attualmente esposta al Deutsches Museum di Monaco.

Tra il 1997 e il 2003 inoltre costruisce 3 vetture Papamobile destinate al Santo Padre, DeTomaso Biguà e inizia il prototipo Pantera 2000.

Nonostante tutte le vetture su cui ha lavorato, Diomante non ha mai smesso di dare la sua assistenza alle Bizzarrini durante tutti gli anni della sua attività lavorativa.

 

1980 - Bizzarrini 5300 Strada
1984 - restauro Ferrari 275
1984 - scocca Bizzarrini 5300 Strada
Bizzarrini P538
Bizzarrini P538
LM002

 

Attualmente, Diomante si dedica al restauro di macchine d'epoca tra le quali spiccano le Lamborghini Miura, le Mercedes 300 Gullwing, Alfa Romeo, Bugatti, Ferrari e ovviamente le Bizzarrini e le Iso. Inoltre, Salvatore è in grado di costruire prototipi o personalizzare vetture.

Durante il restauro, Diomante apporta sempre migliorie tecniche in grado di eliminare i “piccoli difetti” riscontrati sulle vetture (rigidità, comfort, sicurezza, impianto di raffreddamento...).


di Roeland Frère

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